La Visitazione

La Visitazione

Secondo il Vangelo di Luca, Maria, dopo l’annuncio dell’Angelo Gabriele, si recò a visitare la cugina Elisabetta, anch’essa incinta del suo primogenito, concepito in età avanzata dopo una lunga sterilità. Questa, appena ebbe udito il saluto di Maria, sentì muoversi il fanciullino nel petto e fu ripiena dello Spirito Santo, tanto da esclamare ad alta voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre”.

LA VISITAZIONE

La tavola è stata seguita per l’altare della Visitazione di patronato Pinadori nella chiesa Francescana di Carmignano, come si deduce da un documento settecentesco dove sono riportati gli obblighi per messe e i relativi contratti. Da esso risulta che Bartolomea Pinadori, con contratto rogato il 15 luglio 1538, aveva fatto un lascito con obbligo di celebrare la festa della Visitazione con diverse messe al suo altare.

Ignorato nella vita vasariana, il dipinto venne riconosciuto come opera del Pontormo solo nel 1904 dal Gamba, sulla scorta di un disegno degli Uffizi, a matita nera, retato, evidentemente preparatorio per la pala.
Nonostante alcune riserve generiche sul pittore, che rispecchiavano l’atteggiamento di buona parte della critica ottocentesca, lo studioso esprimeva il suo apprezzamento per il dipinto di Carmignano, capace di trasmettere “un’impressione grandiosa è Severa”. La datazione si pensa che sia databile al tempo in cui Pontormo era stato incaricato di completare la decorazione a fresco del salone della villa di Poggio a Caiano (1532) e comunque prossimo alla decorazione della Cappella Capponi in Santa Felicita, precedente di alcuni anni.

IL PONTORMO


Dal Saggio sulla “Maniera”, A.Pinelli riservava al nostro dipinto un lungo commento: “Qui però siamo quasi agli antipodi della complessa orchestrazione compositiva della deposizione. Semplice e lineare come la figura romboidale che detta la disposizione delle quattro figure femminili che campeggiano sul proscenio, l’impianto della Visitazione sembra ottemperare alle leggi ferree e misteriose di un equazione ottica basata sullo sdoppiamento delle immagini. Come per l’effetto di uno specchio ogni gesto e ogni personaggio sembra essersi enigmaticamente duplicato, e così la Vergine trova nella giovane astante un suo doppio cromaticamente rovesciato…
E ancor più ambiguamente la santa Elisabetta, che replica il gesto di Maria, pare essersi realmente sdoppiata in quel suo alter-ego Ego frontale che le sta a fianco senza degnarla nemmeno di uno sguardo”.

Fu fonte di ispirazione per Bill Viola nel video The Greeting (1995), che all’epoca venne anche presentato temporaneamente in una sala vicina alla chiesa.

L’opera è stata esposta alle mostre Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della maniera e Bill Viola. Rinascimento elettronico, svoltesi a Palazzo Strozzi a Firenze rispettivamente nel 2014 e nel 2017.

Durante la prima edizione de “La Festa Medicea” nella Lectio Magistralis sul Pontormo, Vittorio Sgarbi ha definito la tela di Carmignano “la più bella rappresentazione al mondo della Visitazione”.

http://www.pontormo.it/

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