Festa di San Michele

Festa di San Michele

Un po’ di Storia della Festa

Le prime fonti che documentano la Festa di San Michele sono da collocare nel lontano 1539 e le sue origini non dovrebbero essere ricondotte esclusivamente a un “rito religioso”.

In vecchi atti comunali si legge infatti di un certo Giovanni, detto di Buriasse di Basio di Carmignano, che nella veste di Camarlingo Generale del Comune sborsò 13 Lire e 14 Soldi per acquistare la cera per i festeggiamenti del Santo Patrono, San Michele appunto.

Si pensa, in base all’ingente denaro, che la cera servisse a illuminare non solo la Chiesa, ma anche le piazze e le strade del Castello per qualche manifestazione.

Anche il rituale dell’innalzamento dei pennoni fa pensare che sin dalle origini la Festa di San Michele non avesse solo uno scopo religioso; questi venivano esposti infatti in occasione di ricorrenze importanti, ma non solo sacre. Si arriva a questa conclusione anche da un documento che fa riferimento al salario dei pennonieri, di 16 Lire, cifra non congrua a una ricorrenza sacra.

La Festa di San Michele nel ‘900

Istituzione e nascita dei quattro Rioni 

La festa di San Michele, come la viviamo oggi, nacque nel 1932 dall’Organizzazione Nazionale Dopolavoro del Fascio di Carmignano, nei primi tempi come corteo delle rificolone per poi evolversi in un corteo folcloristico abbinato alla corsa dei ciuchi

Inizialmente alla Festa venne creato un contorno storico, partendo dal lontano Medioevo cercando di coinvolgere il consenso di tutto il Comune, frazioni comprese, le quali però non erano molto interessate al Santo Patrono di Carmignano.

Nei primi anni ci fu quindi un aumento della partecipazione sociale, ma era più un’imposizione anzichè un piacere dei cittadini e venne deciso quindi di puntare sull’agonismo locale per cercare di rendere la festa un orgoglio per i cittadini, coinvolgendoli maggiormente.

Fu nel 1934 che il Comitato Festeggiamento decise di riorganizzare la Festa con cambiamenti radicali.

Carmignano inglobò la frazione si Santa Cristina a Mezzana e le località di Montalbiolo, La Serra e Verghereto per dividere conseguentemente il territorio in 4 zone rionali caratterizzate da un simbolo e un colore, con significati che li caratterizzavano:

Al Rione Bianco, avendo all’interno del suo territorio l’antica Rocca, venne assegnato come simbolo il Campano. Il bianco è il colore della pace, grazie alla tranquillità che regnava nell’epoca in quel territorio agricolo. Il Rione Bianco comprende Via Bellini, Via Chiti, Via Vergheretana, il Castello, Marcignano, Santa Cristina a Mezzana e Verghereto. E’ anche detto il Rione della Torre.

Il Rione Celeste ha come simbolo la spada e la bilancia dell’Arcangelo, grazie alla Prepositura di San Michele che si trova nel suo territorio. Il colore celeste è dovuto al colore del cielo e il Rione comprende via Modesti e il Viale Parenti, i Renacci, la Vergine, Monalbiolo, il Bagno e La Serra. E’ anche detto il Rione dell’Arcangelo.

Al Rione Giallo venne assegnato il leone rampante, simbolo del municipio che sorge proprio nel territorio rionale. Il colore giallo, colore dell’oro, venne attribuito a questo territorio dove vivevano le persone più facoltose e i commercianti. Il Rione Giallo comprende via Roma, le piazze Matteotti e Vittorio Emanuele II (il fulcro della Festa) e viene anche detto Rione del Leone.

Il Rione Verde ha invece come simbolo l’incudine e il martello, dato che nel suo territorio sorgevamo le botteghe artigiane. Il colore verde, simbolo della povertà e della speranza, gli venne attribuito per i suoi abitanti, che erano quelli meno facoltosi e quindi più bisognosi. Il Rione comprende le Vie Redi, Ser Lapo Mazzei, Pontormo e la Piazza Niccolini, la parte inferiore del paese. Viene anche detto il Rione dell’Arte.


Nel 1939, a causa del conflitto mondiale, la Festa venne sospesa per diversi anni; solo nel 1957 si riniziò a festeggiare il San Michele, seppur con alcuni stop e faticando non poco.

Finalmente arrivarono però gli anni ’80 e la Festa di San Michele crebbe rigogliosamente adottando la formula attuale delle 3 serate, a differenza degli anni precedenti che vedevano i festeffiamenti solo il 29 Settembre, con la corsa dei ciuchi nel pomeriggio seguita, in tarda serata, dal corte folcloristico.

Il Palio dei Ciuchi

Inizialmente il Palio dei Ciuchi si correva una sola volta sul tratto di strada che da “Torcicoda” arrivava all’inizio della Piazza del Comune. Oggi invece il circuito, da percorrere 4 volte per due serate notturne e una diurna, è al centro della piazza.

Prima degli anni ’80 non veniva nemmeno consegnato il Palio, ma veniva solamente assegnata nominalmente la vittoria al Rione.

La sfilata

Nei primi tempi il corteo iniziava in Viale Parenti e dopo aver percorso la Piazza fino a Torcicoda, ripeteva il percorso nel senso inverso. Percorso che è stato mantenuto anche nei nostri giorni, senza però essere ripetuto in senso contrario.

Non erano nemmeno presenti tribune o posti distinti, esclusa una singola occasione, nel 1937, che vide arrivare a Carmignano un gruppo di ufficiali Tedeschi provenienti da Firenze, ospiti del Governo Italiano, ai quali era stato riservato un palco per poter assistere alla Festa.

Il San Michele oggi

Come vi abbiamo già accennato attualmente la festa è divisa in tre serate, una delle quali è obbligatoriamente il 29 Settembre, il giorno del Santo Patrono.

Ogni sera i quattro Rioni sfilano davanti al pubblico per un tempo massimo di mezz’ora, per venire poi valutati da una giuria composta da 5 persone che assegneranno un punteggio in base alle musiche, ai costumi, ai carri e alle coreografie.

Il primo Rione riceverà 5 punti, il secondo 3, il terzo 2 e il quarto un solo punto.

Il Palio dei Ciuchi si svolge al termine delle sfilate e prevede che quattro fantini montino i propri ronzini effettuando 4 giri della piazza. Per vedersi assegnata la vittoria, il fantino che taglia per primo il traguardo, dovrà sfondare con le mani un cerchio di carta posto all’arrivo.

Il primo fantino si aggiudicherà 4 punti, il secondo 3 punti, il terzo 2 punti e il quarto un punto.

Terminate le tre sere verrà assegnato il Palio al fantino che avrà conquistato più punti.

La festa si conclude con la proclamazione, da parte del Sindaco, del Rione vincitore della sfilata, conteggiando i punti totalizzati durante tutto l’evento.

Alla Contrada con più preferenze verrà assegnato un trofeo raffigurante il Patrono San Michele.

Seppur si parli di una manifestazione folkloristica di gran Potenziale ed impatto visivo, Il Comitato Organizzatore negli ultimi anni non ha mai cercato di concedere un salto di qualità della festa, non modificando, se non in peggio, alcune formule dello svolgimento della manifestazione, confinandola in un circuito provinciale e nell’ anonimato d’oltre regione, ragion per cui, purtroppo, il movimento creato nei 3 giorni della festa non ha mai concesso di sfruttare al massimo le capacità ricettive delle strutture del territorio, se non quelle situate nell’ immediate vicinanze della piazza.

1932

  

Disputata ma non esistevano i Rioni

Palio

 

1933

  

Non disputata

Palio

 

1934

  

Non disputata

Palio

 

1936

Sfilata

“Il Redi a Carmignano”

  

1937

  

Non disputata

Palio

 

1938

Sfilata

“La prima automobile a Carmignano”

  

1957

Sfilata

“L’arrivo dei Saltimbanchi”

Palio

1964

Sfilata

Verde

Palio

1967

   

Palio

1968

Sfilata

“E prima Carmignano gli era un Fiore”

Palio

1969

Sfilata

“La Smigliacciata”

Palio

1970

Sfilata

“Etruschi: Realtà e Fantasia”

Palio

1971

Sfilata

“Palle Gialle”

Palio

1972

Sfilata

“Carmignano è tuo difendilo”

Palio

1973

Sfilata

“Vergine ma Vergine Davvero”

Palio

1974

Sfilata

“I Satiri”

Palio

1975

  

Non Disputata

  

1976

  

Non Disputata

  

1977

  

Non Disputata

Palio

1978

  

Non Disputata

  

1979

  

Non Disputata

  

1980

  

Non Assegnata

Palio

1981

Sfilata

“Và Fiorenza, fetti in là Carmignan si fa Città”

Palio

1982

Sfilata

“La Civiltà dell’Uomo”

Palio

1983

Sfilata

“Carmignano tra Cultura e Kultura”

Palio

1984

Sfilata

“S.Michele aveva un gallo, bianco, celeste verde e giallo”

Palio

1985

Sfilata

“V.I.N.O.: Virtù Immutabilità Nobiltà d’Origine”

Palio

1986

Sfilata

“Maggiolata Carmignanese”

Palio

1987

Sfilata

“24 Ore”

Palio

1988

Sfilata

“Poesia a Carmignano”

Palio

1989

Sfilata

“…E Cammina, Cammina, Cammina”

Palio

1990

Sfilata

“La natura bella come i bambini”

Palio

1991

Sfilata

“Radici”

Palio

1992

Sfilata

“Sogni Naif di una festa che non c’e’ più”

Palio

 

1993

Sfilata

“Vecchio Cinema Italia”

Palio

1994

Sfilata

“Io, Pontormo”

Palio

1995

Sfilata

“Caro Pinocchio”

Palio

1996

Sfilata

“L’età che non ebbi, l’età che non amai”

Palio

1997

Sfilata

“Pietramarina”

Palio

1998

Sfilata

“Carmignano, delizia afrodisiaca”

Palio

1999

Sfilata

“Trent’anni… Un lustro”

Palio

2000

Sfilata

“Eroma ‘deserpros id arret”

Palio

2001

Sfilata

“Prima che canti il gallo”

Palio

2002

Sfilata

“Visita, Riscoprirsi a Carmignano”

Palio

2003

Sfilata

“Autoritratto scolpito nella pioggia”

Palio

2004

Sfilata

“Poi un giorno io, senza nome, ritornerò”

Palio

2005

Sfilata

“Storia di Pietra”

Palio

2006

Sfilata

“6 Agosto ’44”

Palio

2007

Sfilata

“Memories of light (Insoliti accordi)”

Palio

2008

Sfilata

“Ricordi… di un altro tipo”

Palio

2009

Sfilata

“Con la terra nelle mani”

Palio

2010

Sfilata

“…Tutto quello che resta… “

Palio

2011

Sfilata

ex aequo

“E tutto questo è poesia” – “Tra terra e cielo”

Palio

2012

Sfilata

“Carmignano così è, se vi pare!”

Palio

2013

Sfilata

“L’ultimo colore”

Palio

2014

Sfilata

“Quando a Castagnati c’erano le balene”

Palio

2015

Sfilata

“Sogno di Natale”

Palio

2016

Sfilata

“Al di là del bene e del male”

Palio

2017

Sfilata

“Fra naso e cielo”

Palio

2018

Sfilata

“Solo se avrai coraggio”

Palio

Sito ufficiale: http://www.festadisanmichele.it/

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